Il totale dei lettori a quota 24,2 milioni. Corsa degli utenti web, aumentati del 50%

«La domanda di informazione cresce, si tratta di intercettarla e questa è la nostra sfida» ha detto ieri il presidente della Federazione italiana editori di giornali e dell’ Ansa, Giulio Anselmi, presentando lo studio Fieg «La stampa in Italia 2009-2011».

Il rapporto fotografa questo stato di fatto: il colore dei conti degli editori è in rosso (i ricavi complessivi sono scesi del 2,2%), «nel 2011 gli elementi di criticità si sono riaffacciati con crescente intensità», ma i lettori crescono (anche se il Sud rimane il fanalino di coda), grazie al vero e proprio boom degli utenti dei siti web dei quotidiani. Insomma «l’ editoria cartacea attraversa una fase di crisi ma non è un malato terminale», ha sintetizzato Anselmi.

I risultati economici non buoni sono dovuti soprattutto a due fattori. Innanzitutto, il calo della pubblicità: -6,2% nel 2011, per i quotidiani, anche a motivo della crisi economica, mentre continua ad aumentare la percentuale fagocitata dalla tv la cui quota di mercato è passata dal 58,1% del 2010 al 58,2% nel 2011, di oltre due punti più elevata di quella del 2005 quando era al 55,9%. E in secondo luogo, l’ aumento dei prezzi della carta e dei servizi. Con il risultato di una contrazione del 29,6% del margine operativo lordo delle imprese, nonostante le pesanti ristrutturazioni aziendali e riduzioni dei costi effettuate nel 2009 e nel 2010.

Aumentano invece i lettori, che si attestano a quota 24,2 milioni per i quotidiani (oltre un milione in più rispetto al numero di occupati in Italia a fine 2009) e 32,5 milioni per i periodici. Tra le novità positive infatti c’ è certamente il boom dei siti web dei quotidiani, che ha portato ad un notevole incremento dei ricavi del settore, ma anche la tenuta dei lettori, a fronte di un calo delle vendite. Dal 2009 al 2011, gli utenti in un giorno medio sono passato da 4 a 6 milioni, con un incremento del 50%. I ricavi dall’ attività online sono in forte crescita (+32% nel 2011), anche se in valori assoluti l’ incidenza sul fatturato è ancora limitata (1,4%).

Giù tutto il resto: dalle vendite in abbonamento, ai collaterali. Capitolo molto dolente quello dell’ occupazione: nel 2011 i giornalisti sono diminuiti del 6,1%, i poligrafici del 3,7%. «Gli editori devono investire sui giornalisti e non considerarli personale da precarizzare», ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi. Ironico il presidente nazionale dell’ Ordine, Enzo Iacopino «grato alla Fieg che ci ha permesso di sapere che nel 2011 sono stati in vario modo rottamati 637 giornalisti».

Per dare un’ offerta, al passo coi tempi, alla domanda di informazione, secondo Anselmi, «c’ è la necessità di una rivoluzione industriale». Ma anche una effettiva tutela del copyright: «Le aziende – ha detto – hanno diritto che la proprietà intellettuale venga garantita, perché si tratta di uno strumento necessario per la loro sopravvivenza». Su questo tema, il sottosegretario all’ Editoria, Paolo Peluffo, ha auspicato un intervento dell’ Agcom, e promesso che il governo dirà la sua nell’ ambito dell’ agenda digitale. Un 2012 che possa tornare positivo, è l’ auspicio di Maurizio Costa ad di Mondadori.

Maria Antonietta Calabro’, 19 aprile 2012

Fonte: Corriere della Sera

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