In occasione del 25 aprile pubblichiamo il comunicato dell’Associazione Nazionale dei Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti Regolari delle Forze Armate a firma del presidente nazionale, generale di corpo d’armata (ris) Enrico Pino

L’ Associazione Nazionale dei Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti Regolari delle Forze Armate nei suoi sessant’anni di esistenza non ha mai voluto intervenire nel dibattito politico nazionale, intendendo la propria missione esclusivamente volta a perpetuare il ricordo dei tanti soldati italiani che dopo l’8 settembre 1943 scelsero di combattere per la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista.

Nostro compito, infatti, è quello di ricordare le migliaia di militari che dopo l’8 settembre combatterono in Italia e all’estero (da Porta San Paolo a Cefalonia) per non cedere le armi, o nei Balcani nelle formazioni partigiane locali, o ancora nel Corpo Italiano di Liberazione e nei Gruppi di Combattimento cobelligeranti con gli Alleati, tutti attori della Resistenza assieme alle decine di migliaia di ufficiali e soldati che confluirono nelle formazioni partigiane italiane ed ai 600 mila internati militari nei lager nazisti. Tutto ciò viene fatto senza perderci in alcuna distinzione di credo politico.

In quest’ottica, in relazione alla decisione delle autorità politiche nazionali, assunta in piena sintonia con quelle dei partners europei ed atlantici, di fornire armi alle Forze armate di un paese amico, l’Ucraina, in guerra contro un invasore, non possiamo non ricordare come le “ricostituite” Forze Armate italiane godettero di analogo supporto da parte degli Alleati anglo-americani durante la Guerra di Liberazione.

Senza voler entrare nel dibattito politico, riteniamo peraltro necessario ricordare che fu grazie anche alla fornitura di equipaggiamenti, mezzi ed armi britanniche che i 500 mila uomini delle nostre Forze armate, inquadrati nei Gruppi da Combattimento e nelle Divisioni ausiliarie, poterono fornire il loro contributo essenziale allo sforzo bellico alleato che da Montelungo sino allo sfondamento delle ultime difese tedesche nella Pianura Padana ha consentito la totale liberazione del territorio nazionale.

Nelle foto: militari del Gruppo di Combattimento “Friuli” con armamento ed equipaggiamento britannico e il monumento di Zattaglia

2 COMMENTS

  1. Premesso che, i combattenti di liberazione vanno comunque ricordati sempre … come peraltro, giustamente, avviene. Il parallelismo tra Ukraine e guerra di liberazione italiana mi sembra quantomeno azzardato e fuori luogo “storicamente”.
    Cordialmente
    Pierluigi Scaratti
    PS: W il 25 Aprile e un forte abbraccio a tutti gli italiani in armi che combatterono per la libertà del proprio Paeese!

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