Donne e uomini della Difesa,

a Voi rivolgo questo messaggio in un tempo segnato dalla preoccupazione per ciò che sta succedendo nell’Est della nostra Europa: in Ucraina, laddove un popolo sta resistendo a una violenta aggressione, per proteggere la propria libertà violata.

È una circostanza che, in questo 77° anniversario della Liberazione, ci permette di comprendere, con evidenza ancora maggiore, quale sia il valore della libertà dei popoli, e come essa non possa mai essere data per scontata.

È una consapevolezza che ci riempie di ulteriore gratitudine nei confronti di quegli italiani che, quasi 80 anni fa, scelsero di mettere a repentaglio le proprie vite per consentire, a noi, un avvenire migliore; tra quei coraggiosi anche tanti militari, che seppero infondere il loro sentimento di comunità in quello che divenne lo spirito del 25 aprile, Festa della libertà di tutti gli italiani.

Uno spirito che non ha mai smesso d’essere vivo nei cuori di chi ha amore per la democrazia e la libertà, e che rivive ogniqualvolta si esprimono le proprie idee, si esercita il diritto di voto, si riafferma il primato della legge. In altre parole: ogniqualvolta quello spirito, coronato 77 anni fa con la Liberazione, si misura con l’attualità di una grande e moderna democrazia come l’Italia.

Si tratta di un sistema di valori sensibile alle istanze della modernità, ma saldo nella fedeltà ai suoi principi fondanti.

Nel rispetto di chi ha combattuto per la nostra libertà, abbiamo il dovere di essere vigili testimoni e strenui difensori dei nostri valori fondamentali. Un ringraziamento, perciò, a chi ha deciso di porsi in continuità con quella scelta e di preservare il suo lascito, consacrando la propria vita al servizio delle Istituzioni democratiche.

Grazie, dunque, a Voi tutti, donne e uomini della Difesa, che come servitori dello Stato siete, oggi non meno di ieri, il più solido baluardo a garanzia della democrazia e di ogni forma di libertà civile.

A Voi buona Festa della Liberazione.

Viva le Forze armate!

Viva l’Italia!

On. Lorenzo Guerini

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