L’Italia torna alla guida della Kosovo Force (KFOR), la più longeva missione operativa della NATO, impegnata dal 1999 a contribuire alla sicurezza e alla libertà di movimento di tutte le comunità del Kosovo. Il generale di divisione Roberto Vergori ha assunto il comando della forza multinazionale, subentrando al parigrado turco Özkan Ulutaş, durante una cerimonia svoltasi presso il quartier generale di KFOR a Pristina. Presenti il ministro della Difesa Guido Crosetto, il Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), generale di corpo d’armata Giovanni Maria Iannucci, e il Comandante del Joint Force Command Naples della NATO, ammiraglio George M. Wikoff.
Con il generale Vergori, quindicesimo comandante italiano di KFOR, l’Italia assume nuovamente la responsabilità di guidare una missione alla quale partecipa ininterrottamente da oltre 27 anni. La continuità di questo impegno è legata anche alla vicinanza geografica dei Balcani occidentali, la cui stabilità è di diretto interesse per la sicurezza nazionale.
Istituita nel giugno 1999 sulla base della Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, KFOR continua a contribuire alla stabilità dei Balcani occidentali, mantenendo le condizioni di sicurezza necessarie anche alla prosecuzione del dialogo tra Belgrado e Pristina.
“L’Italia assume nuovamente la guida della missione NATO KFOR in una fase delicata per il Kosovo, in un quadro di sicurezza stabile, ma fragile. Il compito sarà garantire un ambiente sicuro e la libertà di movimento, tutelando tutte le comunità e guidando l’evoluzione della postura di KFOR verso una presenza più flessibile, meno statica e concentrata nelle aree sensibili. Da oltre 25 anni le Forze Armate italiane operano qui per contribuire a garantire stabilità nonché difesa della democrazia e della libertà. La sfida sarà adeguare il dispositivo alle condizioni sul terreno, mantenendo una postura credibile e la capacità di prevenire tensioni e intervenire rapidamente. Il maggiore coinvolgimento delle Istituzioni di sicurezza kosovare nella protezione dei siti sensibili e nel controllo del territorio dovrà procedere senza creare vuoti di sicurezza. La riorganizzazione sarà graduale e comunque reversibile. Ogni passaggio dipenderà dalle condizioni di sicurezza, mantenendo la possibilità di rafforzare il dispositivo se necessario e preservando l’efficacia di KFOR a sostegno della stabilità dei Balcani e dell’Europa. In bocca al lupo al generale di divisione Roberto Vergori, certo che saprà svolgere questo incarico con il massimo impegno e la stessa serietà che ha contraddistinto anche i suoi predecessori. Al comandante uscente, maggior generale Özkan Ulutaş, il ringraziamento per il lavoro svolto”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in occasione del cambio di comando della missione KFOR, presso il quartier generale della missione a Pristina, in Kosovo.
Nel suo intervento, il generale Vergori ha richiamato il significato dell’incarico e lo spirito con cui intende affrontarlo, sintetizzato nel motto del nuovo comando: “We are Proud of our Purpose to enable Progress for all People living in Kosovo”. Un messaggio che esprime l’orgoglio di contribuire, attraverso la missione NATO, a creare le condizioni di sicurezza necessarie per il progresso di tutte le comunità del Kosovo.
L’Italia contribuisce attualmente alla missione con oltre 800 militari, impiegati nel quartier generale di KFOR e nelle diverse componenti operative. Tra queste, il Regional Command West (RC-W), a guida italiana, e la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri. Nella sua visita, il comandante del COVI ha incontrato i militari del RC-W, impegnati nel pattugliamento, nel monitoraggio della situazione di sicurezza e nel collegamento con le comunità locali nell’area occidentale del Kosovo, e il personale della MSU, che fornisce capacità specialistiche di polizia, anche per la gestione di situazioni critiche di ordine pubblico.
Con il ritorno dell’Italia alla guida di KFOR, la Difesa italiana assume nuovamente la responsabilità dell’intera forza multinazionale, chiamata a proseguire il proprio mandato a favore della sicurezza e della stabilità del Kosovo.
Fonte: SME









