L’Esercito si addestra per lo sviluppo di sistemi innovativi negli attuali scenari operativi
Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto e dal sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti, ha assistito oggi alla “Aegis 26”, l’esercitazione organizzata e condotta dell’Esercito nell’area addestrativa di Monte Romano, Viterbo.
Ricevuto dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Carmine Masiello, il Presidente della Repubblica ha assistito alle fasi principali dell’addestramento nell’utilizzo di specifiche tecniche di combattimento e all’impiego delle tecnologie che caratterizzano gli attuali scenari operativi.
Nel corso della “Aegis 26” sono state testate le capacità delle unità dell’Esercito di pianificare, organizzare e condurre molteplici attività tattiche integrate tra loro, incluse manovre offensive supportate da assetti a pilotaggio remoto, in parte autoprodotti, per le ricognizioni tattiche e azioni contro postazioni difensive avversarie, dal fuoco di artiglieria e contro carri, Forze Speciali dell’Esercito e assetti di volo, sia dell’Aviazione dell’Esercito che dell’Aeronautica Militare Italiana.
In esercitazione sono state inoltre impiegate tecnologie e strumenti di ultima generazione in dotazione alle unità della Brigata paracadutisti Folgore, inclusi assetti con capacità di micro mobilità tattica sul campo di battaglia e di aviolancio di materiali.
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel suo intervento ha ribadito che: “Oggi i conflitti uniscono la guerra convenzionale a quella tecnologica e cognitiva. Tre guerre in una: trincee e campi minati convivono con droni, attacchi cyber e disinformazione. La trasformazione dell’Esercito passa anche attraverso esercitazioni come questa, dove paracadutisti, artiglierie, campi minati e Forze Speciali si sono integrati con capacità Cyber, di protezione dello spettro elettromagnetico e dispositivi hi-tech, tra cui droni di diversa tipologia, anche autocostruiti grazie all’intuito e allo spirito innovativo dei più giovani. Proprio la ‘dronizzazione’ rappresenta uno dei principali aspetti dei conflitti moderni: il drone non è più uno strumento da specialisti, ma un sistema che ogni Soldato deve “portare nel proprio zaino”, da padroneggiare attraverso una preparazione fisica e mentale ispirata agli standard più elevati. Di fronte a questa rivoluzione, la componente umana resta al centro dell’Istituzione, con i suoi valori e la sua capacità di decidere eticamente e al di sopra di ogni algoritmo e dell’Intelligenza Artificiale. Solo con un addestramento realistico e ad ampio spettro, fondato su tecnologia e valori, potremo continuare a garantire al nostro Paese un Esercito in grado di soddisfare le esigenze di difesa e sicurezza attuali e future: preparato e pronto ad operare in ogni scenario, anche il più impegnativo”.
Hanno preso parte all’esercitazione “Aegis 26” tutti i reparti della Brigata paracadutisti Folgore, unità della Divisione Acqui, del Comando Logistico dell’Esercito, del Comando Forze Supporto al Combattimento, del Comando Forze Speciali dell’Esercito, del Comando Aviazione dell’Esercito, del Comando Genio, del Comando Trasmissioni, del Comando Artiglieria Contro Aerea, della Brigata Informazioni Tattiche e velivoli oltre al concorso di equipaggi della 46° Brigata Aerea dell’ Aeronautica Militare nel più ampio quadro delle attività di aerocooperazione condotte con l’Esercito finalizzate a verificare e incrementare il livello di prontezza e interoperabilità e, in particolare, a sviluppare le capacità operative della Brigata paracadutisti Folgore.
Gli attuali scenari operativi internazionali evidenziano la necessità agire e reagire in maniera rapida ed efficace e, in questo contesto, l’Esercito prosegue con la sperimentazione e lo sviluppo di sistemi innovativi per adeguarsi al cambiamento.
Fonte: SME









