L’ultimo saluto al generale Giglio

0
1120

di Carmelo Abisso

Budrio, la sua città di adozione, ha dato il 6 agosto 2025 l’ultimo saluto al generale di divisione dell’Esercito Girolamo Giglio, già comandante della Brigata “Friuli”, del Comando Militare Esercito “Emilia Romagna” e del contingente militare italiano a Valona e a Sarajevo, morto all’età di 85 anni il 2 agosto.

Le esequie si sono svolte nel primo pomeriggio nella Parrocchia dei Ss. Gervasio e Protasio di Pieve di Budrio, alla presenza dei familiari, la moglie Mariarosa, i figli Giulio, Cristina ed Elena, i generi, la nuora e i nipoti Eleonora, Milo, Filippo e Carlotta, i parenti e gli amici. Tra le autorità civili e militari presenti l’assessore alle politiche sociali e politiche per la pace del Comune di Budrio, Franca Martinelli, in rappresentanza del sindaco Debora Badiali, il comandante della Brigata aeromobile “Friuli”, generale di brigata Loreto Bolla, il vice comandante militare regionale, colonnello Nicola Perrone, il comandante del 6° reggimento logistico di supporto generale di Budrio, colonnello Pietro Giorgio Saturnino e il comandante del reggimento genio ferrovieri, colonnello Marco Silenzi. Presenti anche i generali Erasmo Lorenzetti, compagno di corso del 18° e Luigi Chiavarelli, insieme a numerosi colleghi in congedo.

Davanti all’altare il feretro vegliato da una scorta d’onore di sei militari dell’87° reparto comando della Brigata aeromobile “Friuli”. Sul cuscino di velluto, il berretto, la sciarpa azzurra e le decorazioni, tra le quali Cavaliere OMI e Grande Ufficiale OMRI. Intorno il Gonfalone della Città di Budrio, listato a lutto. Il rito funebre è stato presieduto dal parroco, don Carlo Baruffi in una chiesa gremita di gente.

“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio” ha detto nell’omelia don Carlo commentando le letture, dal Libro della Sapienza e dal Vangelo di Giovanni. Girolamo ha aspettato l’ultimo sacramento per aprirsi nelle mani del Padre. Il Signore è la fonte dell’anima nel senso più completo del cammino. Una scelta di vita e di valori la sua. Affidiamo al Signore il nostro fratello Girolamo. Non c’è un vuoto ma una pienezza, una realtà che dà forza al nostro cammino”.

Andrea Pizzoli ha letto la preghiera del soldato. Il generale Nicola Chiavaroli, già allievo ufficiale del 24° corso, ha ricordato con commozione il suo tenente Giglio in Accademia a Modena e l’amico Girolamo di tante ricorrenze passate insieme a Budrio. “Come capo ufficio operazioni – ha sottolineato chi scrive – ho partecipato nel 1997 all’approntamento e alla immissione in teatro operativo della Brigata in Albania per l’operazione “Alba”, la prima missione all’estero della “Friuli”. Sono stati mesi impegnativi, vissuti al fianco di un comandante straordinario, dotato di grande umanità e saggezza. La sua empatia – cioè la capacità di comprendere e condividere le emozioni e i sentimenti degli altri, una competenza sociale fondamentale che permette di creare relazioni significative e comunicare efficacemente – ci ha fatto superare tanti momenti difficili, fino al ritorno in Italia, fieri ed orgogliosi di aver compiuto la missione”.

“Ringrazio a nome della famiglia tutti coloro che hanno dedicato il loro tempo e sono venuti a salutare nostro padre e marito – ha concluso gli interventi Giulio, con al fianco le sorelle Cristina ed Elena – Innanzi tutto volevo ringraziare le rappresentanze del comune oggi presenti. Grazie. Ma e’ la comunità di Budrio a cui dobbiamo molto. Ci avete accolto oramai quasi 27 anni fa. Non abbiamo potuto fare a meno di leggere tutti i messaggi che avete pubblicato nonché le manifestazioni di affetto ricevute direttamente. Noi sapevamo chi era nostro padre ma la vostra presenza ci dà ulteriore conferma di che persona fosse. Ieri camminando per Budrio mi sono sentito dire “era sempre sorridente”..”aveva sempre una parola buona per tutti”. Grazie. Gli amici. Tutti coloro che sono venuti per rendergli un ultimo saluto. Grazie di cuore a tutti voi. La vostra presenza ci riempie il cuore di gioia. Un particolare ringraziamento a tutti i familiari. Ricordiamo quando nostro padre ci raccontava di avere vissuto la sua gioventù con gli zii. Siamo sempre stati molto uniti e lo siamo ancora oggi. Infine a voi. Vogliamo rivolgere un particolare ringraziamento a coloro che hanno lavorato e conosciuto professionalmente nostro padre. Sono cresciuto imparando e condivendo i vostri valori benchè non fossi un soldato. Vedervi oggi così numerosi ci riempie il cuore e siamo certi che nostro padre ne sarebbe stato orgoglioso. Babbo i tuoi fratelli e sorelle d’arma sono qui con te. Vi lascio con una citazione tratta dai “Dialoghi con Leucò” di Cesare Pavese: “L’uomo mortale non ha che questo di immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia”. Grazie a tutti.

Foto di Mauro Montaquila

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here