di Carmelo Abisso
Dopo 23 anni dal conferimento della cittadinanza onoraria il 66° reggimento fanteria aeromobile “Trieste” è tornato il 1° ottobre a schierarsi a ranghi completi in Piazza Aurelio Saffi, il cuore di Forlì, in occasione del 50° anniversario della ricostituzione del reparto in città e della celebrazione della Festa di Corpo.
Davanti al reggimento con la bandiera di guerra, erano presenti, tra le autorità, il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, il prefetto Rinaldo Argentieri, il comandante della Brigata aeromobile “Friuli”, generale di brigata Loreto Bolla, il consigliere regionale Sabrina Ancarani, il comandante militare Esercito Emilia Romagna, colonnello Francesco Randacio, già comandante del 66°. Presenti anche i gonfaloni di Forlì, Cesena e Riolo Terme e i labari e i medaglieri delle associazioni combattentistiche e d’arma.
Il comandante del reggimento, colonnello Giordano Gemma, è intervenuto ringraziando il sindaco Zattini e la sezione Assofante di Forlì che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento. Ha salutato con commozione, tra i presenti in tribuna, Simonetta Politi, figlia di Mario Leonida, comandante del 66° a Takrouna nel 1943 e Vittore Giacomini, figlio del capitano Gastone, con Politi a Takrouna e caduto in combattimento a Riolo Terme il 10 aprile 1945, medaglia d’oro al valor militare. “32 anni dopo la battaglia dei “Leoni di Takrouna”, il 1° ottobre 1975 si ricostituiva il 66° battaglione meccanizzato “Valtellina” – ha ricordato Gemma – nella caserma di Forlì intitolata al colonnello Enrico De Gennaro, comandante dell’82° reggimento in Russia. Sono 50 anni di storia. Nel 2000 il reggimento diventa aeromobile, partecipa a tutte le principali operazioni in Bosnia, Albania, Iraq, Libano, Afghanistan. Uomini e donne addestrati e pronti e tecnologie avanzate. Connubio tra tradizione e innovazione. Fierezza e orgoglio di comandante. Osando vinco!”.
“Tanta emozione e riconoscenza in questo mio intervento – ha detto il sindaco Zattini – Grazie per quello che fate, che avete fatto e che farete. Grazie per quello che rappresentate per i nostri cittadini. Io in questi anni ho apprezzato che nei momenti difficili siete sempre stati in prima fila. Ci siete stati durante l’alluvione. Ricordo nelle prime notti, per salvare tante persone, l’impegno di chi ha messo a repentaglio la propria sicurezza per gli altri. L’impegno durante la pandemia. Ricordo come sindaco di Meldola, durante il “nevone” del 2012, noi abbiamo avuto da voi i primi aiuti. Tra il 66° e la città di Forlì c’è quella capacità di fare squadra che sempre fa la differenza. Un momento che non potrò mai dimenticare, un lettera partita dal vostro comandante. Forlì-Libano, è stato uno dei momenti più importanti. Una città intera si è messa al servizio della solidarietà per il popolo libanese. Il sindaco di Tiro mi diceva cosa voi avete rappresentato per quella popolazione. Forlì vi vuole bene ed è orgogliosa di avere fra i suoi cittadini i soldati del 66° reggimento”.
Al termine della cerimonia il presidente della Sezione di Forlì dell’Associazione Nazionale del Fante, generale Franco Galletti, ha consegnato al sindaco Zattini, al generale Bolla e al colonnello Gemma una litografia del maestro Ido Erani dal titolo ‘50 anni, dedizione e sacrificio’. Nell’opera, sullo sfondo di piazza Saffi, accanto al fregio del 66° è evidenziato in primo piano un soldato del reggimento impegnato in una delle tante operazioni lontano dall’Italia in cui i fanti ‘forlivesi’ sono stati impegnati.










