La raccolta fondi avviata dall’Associazione Nazionale Alpini per il Libano inizia a dare i suoi frutti. A fine maggio è stata donata una parte delle somme raccolte per il progetto curato dalla Joint Task Force Lebanon-Sector West su base della Brigata alpina Taurinense, attualmente impegnata, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in uno dei fronti più delicati del Medio Oriente.

Le donazioni hanno concorso a realizzare un’unità ospedaliera prenatale nel villaggio di Ain Ibil, una zona a ridosso della linea di demarcazione, la Blue Line, tra il Libano meridionale e Israele. Con questo contributo le giovani madri meno fortunate, costrette a restare in zone esposte a scontri quotidiani, non saranno più obbligate a intraprendere rischiosi viaggi verso il nord del Paese per ricevere assistenza ostetrica. L’ANA, grazie alle donazioni di privati e Sezioni, ha contribuito in particolare con un letto per il parto e un defibrillatore manuale, oltre all’acquisto di farmaci. Tra l’altro la struttura sarà una preziosa risorsa che troveranno coloro che torneranno nelle zone di origine al termine del conflitto.

Dallo scorso febbraio alpini, artiglieri e dragoni della Taurinense svolgono un quotidiano servizio per la pace e la stabilità. Sono circa 1.200 tra alpini e soldati del contingente “Leonte” in Unifil (la missione di stabilizzazione Onu in Libano), la maggior parte dei quali appartenenti al 3º reggimento alpini, al reggimento logistico Taurinense e al 232º reggimento trasmissioni. L’inasprimento del conflitto nell’area Mediorientale non ha modificato il ritmo delle attività operative che gli alpini continuano svolgere nel rispetto del mandato assegnato dalla risoluzione 1.701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Senza tregua, le penne nere della Taurinense controllano la “Blue Line”, monitorando e riferendo le violazioni commesse dalle parti, aiutano le Forze armate libanesi nell’addestramento e nel controllo del proprio territorio, tramite attività di pattugliamento diurno e notturno.

Sul fronte della solidarietà le penne nere sostengono la popolazione facilitando l’operato delle Organizzazioni non governative nell’area, sviluppando progetti di supporto umanitario nei delicati settori dell’assistenza sanitaria, dell’alimentazione e, più in generale, dei bisogni primari di oltre novantamila sfollati che hanno dovuto abbandonare le loro case a causa della guerra. E la creazione del centro ospedaliero ad Ain Ibil va esattamente in questa direzione.

Il comandante della Taurinense, generale di brigata Enrico Fontana, ha inviato una lettera al presidente nazionale Sebastiano Favero, ringraziando chi ha donato e l’Associazione per l’impegno nell’alleviare le sofferenze del popolo libanese in difficoltà “senza distinzione alcune e tramite un approccio sempre inclusivo che valorizza la parte migliore di noi italiani, quali portatori di valori positivi come l’attenzione e la cura verso il prossimo, soprattutto nei confronti dei più fragili”.

Fonte: Associazione Nazionale Alpini

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