Nella base italiana di Al Mansouri, sede del comando di Italbatt, la task force italiana del settore ovest di Unifil, nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del Covid-19, si è svolta il 22 febbraio la cerimonia militare di avvicendamento tra il 66° reggimento fanteria aeromobile Trieste e il reggimento lagunari Serenissima. La cerimonia, svoltasi al cospetto delle bandiere di guerra dei due reggimenti, è stata presieduta dal comandante del settore ovest di Unifil, generale di brigata Massimiliano Stecca. Presenti numerose autorità, civili, militari e religiose, tra le quali il Mohamed Jaffal, kaymakan di Tiro e Hassan Dobouk , presidente dell’Unione delle Municipalità e Sindaco di Tiro.

I caschi blu del 66° Trieste hanno condotto, in circa sette mesi di mandato, 8.752 attività operative sul territorio e lungo la Blue Line, di cui 835 condotte congiuntamente con le Forze armate libanesi (Laf) e 54 progetti Cimic a favore della popolazione locale, tra cui il progetto Forlì per il Libano, promosso dal sindaco della città Gian Luca Zattini e coordinato in terra libanese dal colonnello Marco Licari, comandante uscente di Italbatt.

La task force Italbatt, oltre che dal 66° reggimento fanteria aeromobile Trieste era composta anche da un gruppo squadroni del reggimento Lancieri di Novara (5°) di Codroipo (UD), una compagnia dell’8° reggimento genio guastatori paracadutisti di Legnago (VR) e da personale appartenente alle Forze armate della Repubblica di Serbia.

Subentra oggi, al comando del colonnello Claudio Guaschino, il reggimento lagunari Serenissima di Venezia con un gruppo squadroni del reggimento Genova Cavalleria (4°) di Palmanova (UD) con aliquote del reggimento Cavalleggeri di Lodi (15°) di Lecce, una compagnia del 3° reggimento genio guastatori di Udine ed un plotone serbo.

La missione italiana in Libano, attualmente a guida Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella terra dei cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del settore ovest di Unifil in cui operano 3800 caschi blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione Onu e di cui fanno parte oltre 1.000 militari italiani.

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