di Lorenzo Guerini

La Difesa europea e il rapporto transatlantico sono al centro di un vivace dibattito, risultato dell’accelerazione della discussione politica verso la maggiore integrazione nel settore della Difesa e il rafforzamento della cooperazione nello sviluppo della base industriale dell’Europa.

L’Italia svolge da sempre un ruolo trainante nel processo di integrazione, poiché vede nell’Europa una scelta strategica e un moltiplicatore di risorse per affrontare le sfide future.

Autonomia strategica dell’Europa, tuttavia, non come pulsione identitaria di affrancamento, bensì come affermazione del pilastro europeo della struttura di sicurezza collettiva fondata sul patto transatlantico.

Il futuro della Difesa Europea non può prescindere da una salda integrazione nel sistema transatlantico: oggi come in passato gli Stati Uniti devono restare legati all’Europa e la NATO al centro della nostra reciproca sicurezza e difesa.

L’Italia mira a sviluppare le proprie capacità di difesa nell’ambito del progetto Europeo. Ciononostante è radicata la convinzione che il legame transatlantico sia imprescindibile per assicurare al Paese un posizionamento geopolitico coerente con le proprie ambizioni e livello tecnologico.

Il nostro Paese ha un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti, che si traspone anche in una consolidata collaborazione industriale, attraverso la quale eccellenze nazionali nel settore della Difesa sono in grado di esprimere la propria competitività sul mercato statunitense, considerandolo come domestico.

Il settore industriale della Difesa è incubatore di innovazione tecnologica, in grado di coniugare aspetti di sicurezza internazionale con una dimensione industriale che rappresenta un moltiplicatore di investimenti, fattore trainante di rilancio e crescita economica, soprattutto in frangenti di crisi come l’attuale.

E’ indispensabile assicurare continuità ad una cooperazione che consenta all’industria italiana di continuare a esprimere verso il mercato statunitense le proprie capacità, consolidando e ampliando le proprie quote e posizioni.

E’ altrettanto indispensabile continuare ad investire nel valore della Difesa e ritengo essenziale, anche a fronte delle gravi conseguenze sociali e economiche della pandemia, uno sforzo corale della politica affinché la pubblica opinione possa cogliere l’importanza della modernizzazione delle Forze Armate per la tutela della sovranità e la prosperità economica delle generazioni future.

L’Italia sta perseguendo con concretezza i propri impegni nell’ambito del burden sharing e i prossimi provvedimenti di Bilancio contemplano nuovi strumenti pluriennali di supporto agli investimenti nel settore Difesa per dare prospettiva a sviluppo, innovazione e competitività sul mercato estero.

In tale quadro, lo strumento della cooperazione, in particolare nella dimensione transatlantica, risulta imprescindibile per il successo di nuovi programmi che possano contribuire alla crescita dell’industria italiana e al perseguimento degli obiettivi nazionali.

Fra questi obiettivi l’avanguardia tecnologica e la competitività globale dell’industria nazionale, necessarie per continuare a partecipare quali attori rilevanti, nei programmi più avanzati ed innovativi promossi, in modo particolare, dall’alleato ed amico statunitense.

Al riguardo, le importanti cooperazioni industriali transatlantiche instaurate per l’Italia da Fincantieri, con le Fregate per la US Navy, da Beretta, Iveco nel settore dei mezzi anfibi, oltre ovviamente a Leonardo con gli elicotteri e con il programma F35, che vede il coinvolgimento di numerose PMI che hanno potuto espandere il proprio campo di azione negli Stati Uniti, ci fanno guardare con soddisfazione e ambizione a nuove future opportunità di collaborazione.

Nell’ottica di definire e strutturare gli obiettivi della Difesa, ho dato priorità allo sviluppo di una precisa Strategia Industriale e Tecnologica, con cui indirizzare l’azione di supporto istituzionale alla tutela della superiorità tecnologica e della competitività del know how italiano nel mondo.

Un know-how e un patrimonio di eccellenza tecnologica e innovazione che deve consentire alla nostra industria di proporsi con crescente competitività verso il mercati esteri e nell’ambito dei principali programmi internazionali, anche attraverso il costante rafforzamento dei rapporti di fiducia e amicizia con i nostri alleati storici, tra i quali gli Stati Uniti rimangono il principale punto di riferimento.

Tutto questo si può declinare in un continuo impegno alla più ampia condivisione degli sforzi per affrontare e vincere congiuntamente le sfide globali, anche tecnologiche, che si prospettano innanzi a noi, sforzi che nella dimensione transatlantica trovano il naturale moltiplicatore di risorse, umane, politiche, tecnologiche, culturali.

Negli scenari di incertezza che stiamo vivendo, l’industria della Difesa rimane un riferimento saldo di innovazione e potenziale occupazionale, volano di rilancio economico e investimento per le generazioni future.

Appare dunque necessario assicurare che questo settore della nostra economia possa continuare a mantenere e accrescere la propria rilevanza tecnologica e commerciale.

La Difesa italiana è sensibile e attenta alla questione e continuerà a assicurare tutto il proprio supporto istituzionale, come necessario e possibile, ad un comparto industriale pronto a mettersi in gioco nella sfida alla costante ricerca del primato tecnologico.

E sono certo che se il Paese rimane coeso in questa impresa, anche l’amico ed alleato statunitense non potrà che continuare a seguire e sostenere le nostre ambizioni e a superare ogni nuovo ostacolo al progresso delle nostre società.

Fonte: Defence News, 11 gennaio 2021

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