25 giugno 2013. Alla presenza del capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Claudio Graziano, si è svolta oggi a Merano la cerimonia di inaugurazione della palazzina alloggi, presso la caserma “Polonio”, destinata al personale militare della Forza armata.

All’evento, erano presenti tra gli altri, il presidente della provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder, il sindaco di Merano, Januth Guenther, il direttore dell’agenzia del demanio, Stefano Scalera, il segretario generale della Difesa, generale di squadra aerea Claudio Debertolis.

Il generale Graziano, nel suo intervento, ha sottolineato “l’importanza di questo progetto, realizzato grazie alla sinergia tra l’amministrazione provinciale di Bolzano, l’agenzia del demanio e i comandi militari, che costituisce un vero e proprio modello da replicare su scala nazionale”, aggiungendo poi che “sull’onda dell’attuale crisi finanziaria e la necessità di disegnare uno strumento militare sempre più efficiente, l’Esercito sta attuando una rigorosa razionalizzazione, in senso riduttivo, finalizzata a salvaguardare la propria componente operativa”.

L’iniziativa è inserita nel protocollo di intesa, siglato nel 2007, tra il ministero della Difesa e la provincia autonoma di Bolzano. La struttura alloggiativa, realizzata in un’area di 4mila metri quadrati, pari a 23700 metri cubi, ospita 56 appartamenti per una capienza complessiva di 224 persone e rappresenta solo una parte degli interventi previsti dal protocollo di intesa.  

Nella stessa giornata è stato anche firmato il terzo accordo del programma nell’ambito degli interventi previsti dal protocollo di intesa tra il ministero della Difesa e la provincia autonoma di Bolzano finalizzato  alla costruzione e adeguamento di alloggi all’interno delle caserme da parte dell’amministrazione locale che otterrà in cambio aree di pari controvalore non utilizzate dalla Forza armata.

In accordo con gli obiettivi fissati dalla legge delega sulla revisione dello strumento militare, l’Esercito dovrà passare, entro il 2024, dagli attuali 102.000 effettivi a 90.000 unità e, per il 2018, ridurre del 30% le infrastrutture militari per la salvaguardia della componente operativa. L’intero progetto della riorganizzazione in atto comporterà complessivamente la chiusura di 87 enti ed unità e la riorganizzazione di altri 127.

Redazione

 

 

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