di Walter Amatobene
Si è tenuta il 18 Maggio una conferenza il cui tema era “1943-1943 La Brigata Friuli , dalla Corsica a Bologna”. L’evento era organizzato dall’ 87º RCST, parte integrante della Brigata Aeromobile “Friuli”, il cui motto è “Friuli Imperituro Onore” e che nelle mostrine porta il Gladio Alato, nella sua configurazione di Grande Unità aeromobile.
I relatori avevano il giusto spessore culturale e di conoscenza storica per renderla, come è avvenuto, interessante e documentata: Il Generale di Brigata art par Cristiano Dechigi , attualmente all’Ufficio Storico di SME e docente di storia militare all’Accademia di Modena e alla Scuola sottufficiali, il Maggiore Federico Ciavattone, nella vita civile Professore di Storia alle scuole superiori, attualmente in servizio all’87mo RCST della Brigata Friuli, il comandante della Unità, il Tenente Colonnello Marta Meazzini, Comandante 87° RCST “FRIULI”, il 1° Lgt. Marco De Benedittis, Sottufficiale di Corpo 87° RCST “FRIULI” e la Dottoressa Chiara Rizzatti, Curatrice di allestimenti museali , specializzata in tematiche militari, consulente dello SME.
Davanti ad una platea che aveva occupato tutti i posti, i cinque relatori si sono avvicendati con la moderazione di Walter Amatobene. Quaranta minuti che hanno tracciato la splendida e assai onorevole storia dei Soldati della Friuli, dalla Prima guerra sino all’ingresso a Bologna e Riolo Terme.
Le capacità di sintesi dei due primi relatori, Dechigi e Ciavattone, aiutati da diapositive “dinamiche” che si muovevano in sincrono con il loro intervento, hanno consentito di capire i fatti ed i luoghi di combattimento e quanto è stata onorevole la storia della Unità anche quando, per motivi “tecnici” ha dovuto vestire equipaggiamenti angloamericani , ma conservando orgogliosamente la propria insegna, nel passaggio da Divisione a Gruppo di Combattimento Friuli. Bravi soldati che hanno combattuto insieme agli altri Gruppi, tra i quali il “Folgore” e che hanno tutti continuato ad indossare la uniforme, senza fuggire dalla realtà bellica che li aspettava.
Il Sottufficiale di Corpo ha raccontato, tra le altre, la storia di una cartolina, mai spedita da un soldato della Friuli nel Luglio del 1943, il giorno della Battaglia che in Corsica li ha visti protagonisti e la cui data coincide ora con la Festa di Corpo, riuscendo a risalire ai Familiari.
La Dottoressa Rizzatti, il cui cognome evoca ricordi della Storia del Paracadutismo, la cui filosofia professionale è “conservare i reperti storici non vuol dire chiuderli al pubblico nel timore che possano degradare” ha svelato alcuni “segreti” per rendere appetibile, luminoso e istintivamente comprensibile il percorso di una sala museale, dove la disposizione delle vetrine ed un gioco di luci con informazioni essenziali, anche multimediali fanno la differenza tra “museo” e “mostra”.
La comandante, Tenente Colonnello Meazzini, ha chiuso gli interventi spiegando con parole emozionanti, ciò che per un Comandante significa custodire nel proprio Ufficio la Bandiera di Guerra della Unità, con il suo carico di storia e dietro alla quale hanno combattuto e sono caduti centinaia di Soldati. Un impegno quotidiano che richiama all’Onore, al Rispetto e allo Spirito di Servizio, quando non al Sacrificio estremo. “In una Unità con una storia così lunga e onorevole, quei Valori vengono ricordati e rinnovati ad ogni Alzabandiera”, ha concluso. Era presente tra il pubblico il Generale di Corpo d’armata Antonello Vespasiani, comandante COMFORDOT , che non ha fatto mancare i suoi complimenti.





