Le attività culturali al Circolo unificato dell’Esercito confermano il valore della memoria storica come strumento di conoscenza e approfondimento
A Palazzo Grassi, sede del Circolo unificato dell’Esercito di Bologna, in occasione del Giorno del Ricordo, è stato organizzato un incontro pubblico di riflessione storica per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata.
L’evento, introdotto dal comandante militare Esercito “Emilia-Romagna”, colonnello Nicola Perrone e moderato dal giornalista Beppe Boni, già condirettore de Il Resto del Carlino, ha suscitato un vivo interesse tra il pubblico presente, rappresentando un momento di riflessione e approfondimento con contributi del mondo accademico e associativo.
In particolare, l’iniziativa ha voluto valorizzare il patrimonio culturale e storico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, evidenziando il loro contributo per lo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica e per preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate.
La presidente dell’ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) della sezione di Bologna, Chiara Sirk, ha aperto il ciclo di interventi con una relazione che ha ripercorso il dramma dell’esilio giuliano-dalmata attraverso il racconto personale e familiare e il suo impegno nel trasformare la memoria del trauma e del silenzio storico in un impegno civile, volto a valorizzare l’identità pluralista di terre dove la cultura italiana ha lasciato un’impronta indelebile, superando le divisioni dei nazionalismi del Novecento.
Luca Alessandrini, storico e già direttore dell’Istituto Parri Emilia-Romagna, ha presentato gli eventi al confine orientale d’Italia dalla fine del XIX secolo fino al termine del secondo conflitto mondiale con le successive fasi del processo di pace.






