Club Atlantico, Domenico Quirico a Bologna

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di Carmelo Abisso

Il Club Atlantico ha organizzato il 6 febbraio presso The Sydney Hotel di Bologna l’incontro dal tema “L’Età della Forza”. Relatore l’inviato di guerra de La Stampa Domenico Quirico. Ha introdotto e moderato l’evento il generale Giorgio Battisti, presidente del Club Atlantico di Bologna.

Giornalista de La Stampa responsabile pagine esteri, corrispondente da Parigi e inviato di guerra, Quirico ha attraversato il Mediterraneo su un barcone di migranti. E’ stato prigioniero per 5 mesi di al Golani, attuale presidente della Siria. Ha vinto i premi Montanelli e Terzani. Tra i libri più recenti Kalashnikov e Le quattro jihad entrambi pubblicati da Rizzoli.

“Nel titolo L’Età della Forza forse avrei dovuto aggiungere un punto interrogativo – ha detto Quirico – perché mi domando se mai fosse esistita una età, un periodo meraviglioso in cui non fosse presente la forza. La mia risposta è no. Negli anni 80, in Mozambico, era in atto una guerra civile. Da allora le guerre le ho attraversate, pedibus calcantibus, quasi tutte. Non ho mai incontrato un’epoca in cui qualcuno abbia rispettato le regole. Ne se i contendenti erano autocrati, ne regimi parlamentari. Chi applica le regole in guerra perde. L’unica regola, l’unico fondamento è vincere. Io vengo dal mondo del diritto. Prima di fare il giornalista ho praticato il diritto sul campo, da avvocato. Ho scoperto che il diritto internazionale non esiste. E’ un sistema di regole totalmente astratto che non ha applicazione concreta. Un esempio classico, la Corte Penale Internazionale. Persegue alcune persone, ma non ha la possibilità materiale di assicurarle alla sua giustizia. Mai nessun americano è stato tradotto davanti alla Corte. L’uso della forza ha sempre regolato i rapporti internazionali. Trump fa quello che gli altri presidenti americani facevano in modo morbido. Putin ha ripristinato attraverso la forza il ruolo di protagonista della Russia, esercitando la forza in Cecenia, in Siria. L’unica cosa che conta è la forza. Obama definì la Russia una potenza regionale. Putin ha riportato il suo paese all’altezza degli Stati Uniti e della Cina. Bisognava colpire l’ordine mondiale. E’ successo con l’Ucraina il 24 febbraio 2022. I due eventi che hanno più inciso: nel 1979, Khomeini in Iran, la religione può servire a prendere il potere e nel 2022, Putin invade l’Ucraina, classica guerra di status. Nascono le guerre che non hanno fine. Non esiste alcuna forza al mondo che può porre fine alla guerra tra palestinesi e israeliani. La diplomazia è morta. In questo tipo di guerre il diplomatico non sa più cosa fare. Questo è il mondo in cui viviamo”.

 

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