Adunata 2025, ai “Lupi di Toscana” la cittadinanza onoraria di Castel Condino

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di Carmelo Abisso

“E’ con profonda emozione e sincera gratitudine che oggi ci ritroviamo qui, uniti dallo stesso spirito, dalla stessa storia e dallo stesso onore: quello di appartenere, in modo diretto o ideale, al glorioso 78° “Lupi di Toscana”. Questo raduno non è soltanto un momento di incontro, ma un atto di memoria e di identità. È l’occasione per rinnovare il legame che unisce chi ha servito, chi serve tuttora e chi custodisce nel cuore i valori che hanno reso grande questo reparto: coraggio, disciplina, lealtà e amore per la Patria sotto la bandiera di guerra dei Lupi di Toscana”. Così il colonnello Massimiliano Rotundo, comandante del 78° reparto comando e supporti tattici “Lupi di Toscana”, durante l’Adunata Lupi 2025, che ha avuto luogo domenica 9 novembre nella caserma Perotti di Firenze, in occasione del 109° anniversario della battaglia del Veliki-Faiti, quando nel novembre 1916, dopo durissimi combattimenti, i Lupi conquistarono quota 434, collina che domina la piana di Gorizia.

Insieme con i 200 veterani del reggimento, provenienti da tutta Italia, erano presenti il generale di corpo d’armata (aus) Gaetano Zauner, già comandante delle Forze operative terrestri dell’Esercito, l’onorevole Paola Maria Chiesa, membro della IV Commissione Difesa, la dottoressa Caterina Biti, assessora all’urbanistica, decoro urbano e toponomastica del Comune di Firenze, il sindaco di Castel Condino (TN), Stefano Bagozzi, il generale di divisione Giuseppe Scuderi, comandante della Multinational Division South e il colonnello (ris) Riccardo Grazioli, presidente dell’Associazione “Lupi di Toscana” di Firenze.

Il dottor Cesare Morali, figlio del tenente colonnello Enrico Morali, ha ricordato la figura del padre che dopo tre anni combattuti eroicamente con i Lupi dal 1915 al 1918, fu decorato con l’Ordine Militare di Savoia e dopo la guerra raggiunse Gabriele d’Annunzio a Fiume. Il 28 settembre 2024 l’urna cineraria del padre è stata collocata in una colonna sepolcrale al Mausoleo del Vittoriale degli Italiani, sotto l’arcata che rende omaggio al poeta D’Annunzio, a simbolo di un’amicizia profonda e di un destino condiviso.

Il colonnello Grazioli, prima di iniziare il suo intervento, ha invitato al raccoglimento per ricordare i 46 paracadutisti della Folgore e i 6 aviatori inglesi periti alla Meloria il 9 novembre 1971, esattamente 54 anni fa. Ha ringraziato la figlia dell’artigliere Dario Gualeni, presente per rendere onore al padre che oltre alla guerra combattuta sul fronte greco-albanese nel 1941 con il 30° reggimento artiglieria “Lupi di Toscana”, ha sofferto ad opera dei tedeschi lunghi periodi di prigionia. Ha poi ricordato i Lupi che hanno posato lo zaino a terra quest’anno e sono andati avanti: Franco Inguaggiato e Girolamo Giglio, concludendo con l’orgoglio di vedere un’Associazione che ogni anno cresce per adesioni e numero di iscritti.

“È con il cuore, credetemi, colmo di una profonda emozione e con un forte senso di responsabilità storica che oggi, a Firenze, ci ritroviamo per un gesto che va oltre la semplice formalità amministrativa – ha detto il sindaco Bagozzi – Parlo del conferimento della cittadinanza onoraria del nostro Comune di Castel Condino al 78° reparto comando e supporti tattici “Lupi di Toscana”. Questo non è soltanto un atto di stima, è molto di più: è l’autentica riaffermazione di un legame indissolubile, un legame di sangue e di roccia, forgiato proprio sulle vette che circondano la nostra comunità, ormai centodieci anni fa. Ebbene, la nostra terra, il nostro Comune, è incastonato tra quelle montagne, testimone delle trincee, delle gallerie, delle cicatrici della Grande Guerra. Lì, in nome dell’Unità d’Italia, i vostri predecessori, i leggendari “Lupi”, scrissero pagine indelebili di eroismo e di sacrificio, pagine che sono il fondamento della nostra Nazione. La terra del Monte Melino, oggi finalmente pacifica, è per noi un sacro altare della Patria. Essa ci ricorda, ogni giorno, che la libertà e la coesione nazionale sono conquiste che non arrivano per caso: richiedono coraggio indomito, onore e disciplina. La Brigata Lupi di Toscana non ha solo combattuto su quella roccia, ma ha scolpito nella nostra storia una lezione eterna: la pace va difesa ogni giorno con la stessa tenacia, la stessa determinazione con cui i vostri fanti scalarono quelle vette ostili. Per questo, il conferimento della cittadinanza oggi vuole onorare non solo la memoria dei caduti, ma il ruolo fondamentale che il 78° reparto comando e supporti tattici continua a svolgere al servizio della Patria, incarnando quei valori di dovere e disciplina che sono la spina dorsale della nostra Italia. Ringrazio di cuore il colonnello Massimiliano Rotundo, per l’onore di averci voluto invitare e per la possibilità di partecipare all’Adunata dei Lupi 2025. Questo invito è il segno di un legame che si è splendidamente consolidato negli anni tra la nostra comunità e il 78°, specie dopo la sua recente ricostituzione. E un grazie speciale agli amici dell’Associazione “Lupi di Toscana” di Firenze con il suo presidente Riccardo Grazioli custodi instancabili di questa gloriosa memoria. Conferendovi questo onore, il nostro Comune non vi consegna un semplice attestato: vi riconosce come parte integrante della sua identità, vi accoglie ufficialmente nella nostra Comunità. Siete, e rimarrete per sempre, i fanti che hanno reso possibile l’unità e la libertà di cui oggi godiamo. Che questo atto sia un messaggio forte, per le nuove generazioni: Non dimenticare il prezzo della pace! È con profonda commozione, con orgoglio e onore che proclamo il 78° reparto comando e supporti tattici “Lupi di Toscana” cittadino onorario del Comune di Castel Condino!”.

L’assesora Biti ha portato ai Lupi di Toscana il saluto di Firenze, a nome della sindaca Sara Funaro. Ha ricordato di aver abitato per tanti anni in una casa con vista sulla storica caserma dei Lupi, la Gonzaga, con le mattine cadenzate dall’alzabandiera. “Una delle più grande trasformazioni che avremo a Firenze nei prossimi anni è proprio quella che vede un nuovo abito per quella caserma che adesso per due terzi non c’è più, perché darà vita a un pezzo di città completamente nuovo. Noi abbiamo ereditato un patrimonio di memoria, di presenza, di impegno, di fedeltà, qualcosa di grande. Mi impegnerò – ha concluso Biti – perché nella nuova vita del territorio dove i Lupi hanno vissuto per tanti anni rimanga una stanza, qualcosa che possa testimoniare, contenere ed essere anche di accoglienza per raccontare i valori di servizio e di lealtà dei Lupi di Toscana”.

Nel suo intervento, l’onorevole Chiesa ha richiamato i valori che da sempre hanno contraddistinto i Lupi di Toscana quali il coraggio, l’abnegazione, lo spirito di sacrificio e il profondo senso del dovere. Ha inoltre evidenziato che ha avuto la fortuna di consultare parte delle oltre 8500 lettere toccanti e commoventi del secondo conflitto mondiale, molte delle quali scritte dai Lupi di Toscana. In quest’ultime traspare fierezza e coraggio, da tramandare alle generazioni future per far capire come i Lupi hanno vissuto quei momenti. Attualmente viviamo un tempo in cui la pace non è poi così scontata, ma deve esser chiaro a tutti che come 110 anni fa sul Monte Melino, come nella seconda guerra mondiale, ci sono uomini e donne pronti a dare la vita per la nostra Patria.

Ha concluso gli interventi il generale Scuderi, sottolineando l’importante realtà del 78°, dal passato glorioso, tenuto in piedi dai vecchi Lupi che ne hanno custodito la memoria e le tradizioni. La storia di ieri e gli incarichi operativi e addestrativi di oggi si fondono in un impegno costante in cui il 78° reparto comando e supporti tattici “Lupi di Toscana” si esprime come unità di punta a supporto della Multinational Division South. I “Lupi di Toscana” oggi sono il reparto con capacità di proiettare, proteggere e sostenere il quartier generale della Divisione con altissimo livello di prontezza operativa, strumento di eccellenza e deterrenza dell’Esercito e della Nato.

In seguito, l’onorevole Chiesa, accompagnata dai generali Zauner e Scuderi, dal colonnello Rotundo, dall’assessora Biti e dal colonnello Grazioli ha deposto una corona d’alloro al monumento del 78° “Lupi di Toscana”. La banda musicale di Castel Condino ha suonato l’inno del Piave e il silenzio fuori ordinanza in onore ai caduti.

Nella tenda multifunzione, il cappellano militare don Cipriano Farcas ha celebrato la santa messa. “Oggi siamo intorno a questo altare per celebrare nella luce, nella memoria e nella fede la nostra famiglia dei Lupi di Toscana. In questo giorno di festa la nostra preghiera si innalza come un canto di riconoscenza per tutti coloro che hanno servito e servono sotto questo nome la nostra Patria. Il nome stesso, Lupi di Toscana, racchiude un significato profondo. Il lupo è un animale forte, fedele al suo branco, coraggioso nel difendere e generoso nel condividere. Così anche voi Lupi di Toscana siete chiamati a condividere questo spirito di comunione e di servizio”.

Il raduno si è concluso con il pranzo di corpo presso la mensa unificata della caserma Perotti e il taglio della torta e il brindisi presso la sala del Circolo “Tana dei Lupi”.

 

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