Divisione Acqui, Modena ricorda i suoi 152 cittadini uccisi dai nazisti

0
307

Al Tempio dei Caduti inaugurata una lapide con 39 nuovi nomi recentemente recuperati

Ottantadue anni dopo Modena non dimentica i suoi caduti per la Libertà e prosegue nel suo impegno di ricordare i modenesi che perirono nel “massacro della Divisione Acqui”, atto primo di quella che sarà la Resistenza italiana contro il nazifascismo. Questa mattina (13 settembre) presso il Tempio dei Caduti di piazzale Natale Bruni, alla presenza del sindaco Massimo Mezzetti, è stata inaugurata una nuova lapide con 39 nomi di caduti modenesi recuperati grazie alle nuove ricerche promosse da Anmig Modena e condotte dallo storico Fabio Montella.

“Questa nuova lapide dimostra che la memoria, come la storia, è sempre in movimento ed è frutto di studio e approfondimento – ha detto il sindaco Massimo Mezzetti – Questi nomi e cognomi restituiscono quindi un tassello fondante della biografia dei caduti modenesi della Divisione Acqui: la loro identità. Come amministrazione comunale siamo felici di aver collaborato con Anmig per questo risultato”.

Nomi che si aggiungono ai 113 già noti e celebrati da una prima lapide apposta nel Tempio nei primi anni Cinquanta. Salgono così a 152 i modenesi della Divisione Acqui caduti a Cefalonia e Corfù dopo l’8 settembre 1943, per aver scelto di non accettare la resa alle truppe tedesche. Di questi: 77 sono morti in combattimento o sono stati fucilati dopo la resa; 14 sono annegati nei naufragi, causati dalle mine, durante i trasferimenti verso la terraferma; 55 sono deceduti in prigionia e 4 sono morti poco dopo il rientro a casa, per le ferite o le malattie contratte nei campi. Infine, un reduce, dopo essere fuggito dalla prigionia, è morto in Jugoslavia combattendo come partigiano, e un altro è deceduto per cause non ben precisate. Le loro biografie sono state oggi raccolte nel supplemento del Notiziario Anmig che è stato distribuito durante la mattinata.

Significativa la data scelta la cerimonia inaugurale. È infatti il 13 settembre 1943 quando ha inizio l’eccidio dell’intera divisione che presidia le isole di Cefalonia e Corfù. Gli ufficiali e i soldati della Divisione Acqui, con un vero e proprio plebiscito, decidono di non deporre le armi e di combattere contro i tedeschi. Immediata e violentissima la reazione nazista, per espresso ordine di Hitler, a cui cercheranno di resistere fino alla mattina del 22 settembre quando, ormai allo stremo, decisero di accettare la resa senza condizioni, ma questo non fermò il massacro: circa 4.000 militari, su un totale di circa 11.000, furono uccisi dai tedeschi durante i combattimenti e, indiscriminatamente, dopo la resa mediante esecuzioni sommarie. Di questi 1.500 prigionieri italiani morirono nell’affondamento delle tre navi che li stavano portando verso i campi di internamento dell’Europa dell’Est.

La cerimonia di inaugurazione della nuova lapide, si è aperta con la Santa Messa celebrata da don Marco Falcone, cappellano militare dell’Accademia Militare di Modena. A seguire, dopo la benedizione e la deposizione di una corona, si sono tenuti gli interventi delle tante autorità presenti. Oltre al sindaco Mezzetti erano presenti la consigliera regionale, Maria Costi; il presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia; il vice prefetto aggiunto di Modena, Simona Piraino; il comandante dell’Accademia Militare di Modena, generale di divisione Stefano Messina; il presidente nazionale Anmig, Claudio Betti; il vicecomandante dei Vigili del Fuoco di Modena, Canio Fastiggi, la presidente Anmil Modena, Marina Beneventi Merini; il presidente dell’Anpi di Modena, Vanni Bugarelli, e la presidente dell’istituto Storico di Modena, Ilaria Franchini. Presenti anche alcuni rappresentanti dei Corpi dello Stato e di Associazioni combattentistiche e d’arma.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here