Tra formazione di base e avanzata, sono stati svolti 21 corsi per circa 1000 frequentatori, di cui 70 provenienti da 21 Paesi esteri
Nell’Aula Magna di Palazzo Arsenale si è svolta il 28 luglio la cerimonia di avvicendamento al comando della Scuola Ufficiali dell’Esercito tra il generale di corpo d’armata Antonello Vespaziani, cedente, ed il generale di divisione Giovanni Brafa Musicoro, subentrante.
La cerimonia è stata svolta dinanzi alla Bandiera d’Istituto, alla presenza del comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Carlo Lamanna, di autorità civili, militari, personalità del mondo accademico, della vita culturale ed economica della città di Torino e delle donne e degli uomini del comando.
Nell’ambito della cerimonia, il generale Lamanna, nel portare il suo saluto di commiato, in vista del termine del servizio attivo, previsto il 4 agosto prossimo, ha sottolineato “Alla Scuola Ufficiali dell’Esercito si custodisce e si rinnova ogni giorno una storia gloriosa, fatta di cultura, passione, disciplina e spirito militare, che rendono questo Istituto una realtà viva, dinamica, aperta al futuro, ma saldamente ancorata ai valori fondanti del nostro essere militari”.
Il generale Vespaziani, nel suo discorso, ha affermato: “Questo anno è stato caratterizzato da sfide e opportunità senza precedenti. Abbiamo lavorato con passione per modernizzare i nostri programmi di formazione, integrare nuove tecnologie e rafforzare i valori fondamentali che ci contraddistinguono. Le innovazioni introdotte continueranno a preparare Ufficiali più competenti, resilienti e pronti ad affrontare le sfide del futuro”.
Il generale Brafa Musicoro durante il suo intervento ha evidenziato “Inizio un nuovo percorso al comando della Scuola Ufficiali, fucina di valori, addestramento e tecnologia, faro di eccellenza dell’Esercito italiano, in cui cultura accademica e militare si completano sviluppando una preparazione ad ampio spettro che bene rappresenta il giusto equilibrio tra saperi e valori”.
Fonte: Esercito







