A poco più di tre mesi dall’inizio del proprio turno di servizio in Libano, i caschi blu italiani della Brigata “Aosta” che operano nell’ambito della missione Unifil continuano senza sosta ad assicurare il controllo della vasta area di responsabilità assieme alle Laf (Lebanese armed forces), il cui supporto è uno dei pilastri su cui si fonda il mandato Onu nella terra dei cedri.

Cooperazione, interoperabilità e coordinamento sono i parametri fondamentali sui quali si basa la costante attività addestrativa condotta quotidianamente dai militari del battaglione di manovra italiano che opera nel settore occidentale dell’area di operazioni di Unifil, affidato al comando del generale di brigata Giuseppe Bertoncello, che ricopre anche il ruolo di comandante del contingente nazionale.

L’ultimo modulo addestrativo appena concluso, sviluppato congiuntamente con la 5^ Brigata delle Laf, ha avuto per tema la reazione ad eventi di protesta e controllo delle folle, con lo scopo di armonizzare le rispettive procedure tecnico-tattiche. In particolare, la progressione addestrativa ha visto, nella sua fase iniziale, approfondire le tecniche di movimento congiunto e le formazioni in assetto anti-sommossa, per poi focalizzare l’attenzione sulla dispersione dei facinorosi e il ritorno all’ordine costituito.

Per l’addestramento congiunto con le Forze armate libanesi, il comando a guida italiana del settore occidentale di Unifil mette periodicamente in campo ufficiali esperti nel campo della pianificazione operativa e addestrativa, con istruttori del  5° reggimento fanteria “Aosta” di Messina, attualmente una delle pedine operative del settore.

Questo ha consentito nel tempo una vera e propria amalgama tra peacekeeper di Unifil e le Laf, garantendo così un accrescimento del reciproco supporto, una maggiore conoscenza, una migliore cooperazione e coordinazione, ai fini di un più efficiente ed efficace impiego delle rispettive risorse e dello strumento operativo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here