Lo Stato Maggiore della Difesa organizzerà una cerimonia militare con rappresentanze di tutti i reparti e le Bandiere di Guerra che hanno prestato servizio in Afghanistan nei 20 anni

La chiusura della missione in Afghanistan è stata celebrata ad Herat l’8 giugno durante la simbolica cerimonia dell’ammaina bandiera con il Contingente della Brigata paracadutisti Folgore, alla presenza del ministro della Difesa Lorenzo Guerini in rappresentanza del Governo. Alla cerimonia erano presenti anche le più alte cariche militari nazionali ed alleate, tra cui il comandante della missione Austin Scott Miller, il capo di stato maggiore della Difesa generale Enzo Vecciarelli e il comandante del Coi, generale di corpo d’armata Luciano Portolano, oltre all’ambasciatore Stefano Pontecorvo, rappresentante civile della Nato in Afghanistan.

La scelta di svolgere la cerimonia ad Herat – scelta doverosa nei confronti dei 50.000 militari che hanno servito in Afghanistan e dei 53 nostri caduti – ha consentito di superare l’esigenza della quarantena prevista per i militari al rientro dalle missioni. Il piano di rientro, particolarmente complesso e non privo di rischi, approntato dal Coi, prevedeva infatti il rientro per scaglioni con più voli militari per riportare in Italia personale e materiali. Il personale della Brigata Folgore, rientrato in Patria per aliquote successive (l’ultima delle quali giunta a Pisa la sera del 29 giugno) è stato immediatamente sottoposto al regime della quarantena per una durata di 10 giorni, al termine della quale sarà sottoposto ai previsti controlli sanitari.

Lo Stato Maggiore della Difesa, superate le attuali limitazioni dovute all’emergenza sanitaria, ha già previsto una cerimonia militare con rappresentanze di tutti i reparti e le Bandiere di Guerra che hanno prestato servizio in Afghanistan nei 20 anni.

 

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