15 febbraio 2019. Si attesta all’1,15% del Pil il budget per la Difesa nel 2019. Una situazione, ha detto il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, in audizione ieri alle commissioni Difesa congiunte di Camera e Senato, “che occorre migliorare sostanzialmente”, altrimenti “dovremo rinunciare non solo all’efficienza di molti sistemi ma, gia’ dal prossimo futuro, anche ad interi profili capacitivi”.

“L’attuale Stato di salute delle forze armate – ha rilevato il generale Vecciarelli – evidenzia, purtroppo, significative criticita’ che hanno determinato una diminuzione delle capacita’ operative esprimibili, che trova la sua ragione nel progressivo invecchiamento di una larga parte delle piattaforme in inventario e nel rallentamento, se non nell’assenza, di un piano di ammodernamento”.

Il capo di Stato Maggiore ha poi sottolineato “la necessita’ di rivalutare i contenuti delle norme che hanno disposto il taglio lineare degli organici, entro il 2024, da 190.000 a 150.000 unita’, specie se poste in relazione con il progressivo invecchiamento sofferto per le politiche di reclutamento associate alla cosiddetta professionalizzazione”. “Quando le risorse non sono sufficienti – ha proseguito – ci si attrezza. Sono ormai parecchi anni che abbiamo imparato a stringere la cinghia. Chiaramente questo non consente di soddisfare una pluralita’ di esigenze e lasciamo quindi sempre qualche ambito scoperto. Ci rendiamo conto – ha aggiunto – delle difficolta’ che il Paese sta affrontando; arrivare al 2% del Pil per le spese militari sarebbe auspicabile, ma sapremmo rendere efficiente il sistema anche con qualcosa di intermedio e con la stabilita’ delle risorse per pianificare con un orizzonte almeno di medio periodo”.

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