Giovedì, Novembre 15, 2018
   
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Ivano Dionigi dice addio all'Alma Mater

I quattro precetti di Cicerone e un’aula gremita di studenti, colleghi e amici. L’ex rettore alla sua ultima lezione

Una carriera lunga quasi 50 anni, quella di Ivano Dionigi. L’Università di Bologna deve molto a lui e lui deve molto a lei, prima come ricercatore, poi come professore ordinario di letteratura latina e, infine, come rettore dal 2009 al 2015. Il 29 ottobre 2018, nell’aula 3 di Via Zamboni 38, scrive la parola fine sulla sua carriera come professore: «Mi avevano chiesto di parlare nell’oratorio di Santa Lucia, ma io ho voluto farlo qui. Nell’aula di fronte ho tenuto la mia prima lezione» ricorda Dionigi. E da quella lezione agli inizi degli anni ’70, è diventato uno dei più illustri latinisti del Paese. Una carriera consacrata dall’Alma Mater, come sottolinea l’attuale rettore Francesco Ubertini: «Essere professori in questo ateneo è un grande privilegio, ma noi siamo in debito con Ivano. È stato uno dei grandi maestri di questa università».

Per questo saluto finale, il professor Dionigi ha trattato i quattro precetti di Cicerone, un autore mai affrontato nei suoi studi, ma che ha scelto per poter lasciare ai suoi studenti qualcosa di più che una semplice lezione. Infatti i versi dell’autore latino diventano un pretesto per dispensare consigli ai suoi studenti: «Dobbiamo avere la cognizione del tempo. È importante conoscere la storia. Senza non si può vivere il presente e il futuro» o «Lo studio dei classici forma alla cultura e al sapere. Solo così si ha una classe dirigente competente». Un’ora intensa in cui, ogni tanto, l’emozione tradisce Dionigi che trova anche il tempo, rispondendo alle domande dei suoi alunni, di ricordare i suoi inizi, da quando un prete precettore di Pesaro lo spinse a iscriversi all’Università a Bologna fino a quel 29 all’esame di latino classico che gli cambiò la vita perché: «Nessuno prima di me aveva preso un voto così alto con quel professore. Mi ha permesso di ottenere la borsa di studio da ricercatore».

Oltre ai suoi alunni, hanno preso parte all'incontro molti suoi colleghi e amici, come l’ex cestista virtussino Renato Villalta: «Abbiamo visto tantissime partite insieme e anno dopo anno siamo diventati molto amici. È una persona di cui mi onora avere la conoscenza». O l’ex presidente della Fondazione del Monte, Marco Cammelli: «È riuscito a farmi riscoprire l’amore dei classici. E trasmette questa passione anche ai suoi studenti». Il chirurgo Gilberto Poggioli, primario del policlinico Sant’Orsola, invece, ricorda del giorno in cui s’è insediato come rettore: «Una delle nevicate più forti mai viste nella mia vita, ma Ivano, allora disse, che gli portava fortuna la neve. Da quel giorno siamo diventati anche amici. Peccato sia tifoso della Virtus».

E dopo l’ultimo fragoroso applauso dei suoi studenti, Dionigi parla del suo futuro: «Continuerò a essere al servizio dei giovani. Voglio viaggiare da Nord al Sud per aiutare i ragazzi perché il futuro sono loro». E tra questi c’è anche Amalia, matricola di lettere classiche, che fuori dall’aula tre stringe l’ultimo libro di Dionigi “Quando la vita ti viene a trovare”: «Leggo i libri del professore dai tempi del liceo. Frequentare le sue lezioni quest’anno è stato davvero emozionante. Anche per lui ho scelto questa facoltà e quest’ateneo». E quando le si chiede con che aggettivo descriverebbe il professore, non ha dubbi: «Immenso».

Fonte: Unibo

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