Giovedì, Novembre 15, 2018
   
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La Giornata del Tricolore 2018 a Lugo

di Carmelo Abisso

Con la deposizione di una corona d'alloro alla lapide del "Padre del Tricolore" davanti alla Rocca Estense di Lugo (Ra), sono iniziate il 12 maggio le celebrazioni nel 70° anniversario della Costituzione italiana e nel 221° della nascita della bandiera italiana, ideata e proposta dal lughese Giuseppe Compagnoni.

La cerimonia, organizzata da amministrazione comunale, Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia (Unuci) e Lions Club, è proseguita al teatro Gioacchino Rossini , opera dell'architetto Antonio Galli detto il Bibiena (1761), con i saluti del sindaco Davide Ranalli. Sono intervenuti il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida, il prefetto di Ravenna, Francesco Russo, il comandante militare regionale, generale di brigata Cesare Alimenti, il presidente del Lions Club Donato Piloni e il presidente dell’Unuci di Lugo Renzo Preda. E’ dal 1997, anno del bicentenario dalla nascita del vessillo ideato e proposto dal lughese Giuseppe Compagnoni nel 1797, che Lugo celebra annualmente la “Giornata del Tricolore”.

"Teniamo insieme oggi – ha detto il sindaco Ranalli nel suo intervento di apertura – il Tricolore, la Costituzione nel 70° e la giornata dell'Europa. Il senso di attaccamento della comunità lughese ricorda la bandiera italiana e la nascita della nostra Costituzione. Nata in un momento di scontro politico acceso, si è costituita una sintesi straordinaria. Qualche giorno fa abbiamo festeggiato l'Europa. E' li che si collocano i nostri progetti. Dobbiamo tenere insieme questi valori. Abbiamo il dovere di riportare il dibattito pubblico ad un orizzonte più alto. Se oggi siamo qui è perchè vogliamo costruire un futuro più giusto insieme alle nuove generazioni, Lugo sarà presente".

Il presidente del Lions Club ha preso spunto dal frontespizio di un libro del Compagnoni Elementi di diritto costituzionale democratico. La libertà è il diritto e il dovere del popolo. Anno primo della libertà italiana, Venezia, 1797. "Questo frontespizio breve è un concentrato di storia e significati - ha detto Piloni – Dopo 150 anni, nel 1947 Enrico de Nicola firma la Costituzione. Se il 1797 è l'anno primo della libertà italiana, buon 221° anno della libertà di tutti noi".

"La Giornata del Tricolore la dedichiamo agli studenti delle scuole medie e superiori di Lugo ha detto Renzo Preda, moderatore e speaker della cerimonia – oggi sono circa 300 i presenti. E sono quasi novemila le bandiere che in questi 21 anni sono state consegnate. Ringrazio la Cassa di Risparmio di Cesena – Credit Agricole che ha contribuito per la brochure con Tricolore, Costituzione e Inno di Mameli. Nel 1949 Liliana Costa, la mia insegnante all'istituto Compagnoni, mi disse di andare in biblioteca d'estate a studiare la storia del Tricolore. E' un dovere civico che deve essere trasmesso alle giovani generazioni, il rispetto della bandiera e della Costituzione e il canto degli Italiani, come ci ha ricordato il presidente Ciampi che ha rivalutato questi valori".

Il generale Alimenti ha ricordato le due cerimonie che lo hanno emozionato nei tre anni di comando in Emilia Romagna: il 7 gennaio a Reggio Emilia e la Giornata del Tricolore a Lugo. "Oggi vorrei porre l’attenzione su un aspetto che è pertinente con gli argomenti odierni, vorrei parlarvi del giuramento. La formula recita Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le Leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”. Il giuramento militare è l’atto solenne con il quale gli appartenenti alle Forze armate confermano i loro doveri e la loro fedeltà alle istituzioni statali e rappresenta il momento più importante della vita militare, poiché si assume lo status militis solo dopo aver pronunciato la formula del giuramento. Il primo giuramento a carattere militare di cui si ha memoria è raccontato da Tito Livio in un suo scritto, si tratta di un antico giuramento sannita, risalente al 293 a.C. Rito che ha continuato ad esistere in epoca successiva per opera dei romani assumendo il nome di sacramentum militiae romanus. Date queste origini storiche, oggi la formula del giuramento per il personale militare di qualunque categoria, rango e grado, costituisce lo strumento attraverso il quale viene assunto il cosidetto vincolo. L’attuale formula del giuramento si basa su 4 cardini principali: la fedeltà alla Repubblica italiana, alla Costituzione ed alle leggi, fedeltà che vuol dire onore, dedizione, obbedienza e sacrificio; l’osservanza della Costituzione e delle leggi traducibile nel rispetto giuridico delle norme; il sacro dovere della difesa della Patria; l’accettazione dello status di militare che consiste nell’assunzione di rischi e di obblighi e nel rispetto della disciplina. Quanto detto finora potrebbe riassumersi in un’unica parola: rispetto, rispetto della Costituzione, rispetto delle leggi, rispetto dei doveri, rispetto dell’altro. Il nostro impegno deve essere quello di diffondere e infondere il sentimento dell’appartenenza, l’amor patrio e l’emozione e la fierezza di vedere sventolare in alto la nostra bandiera, il nostro Tricolore".

"Profonda emozione per la cerimonia di oggi – ha detto il prefetto Russo – al quarto anno per me dalla prima. Ringrazio Renzo Preda per il suo costante impegno. Quest'anno il 2 giugno la cerimonia della festa della Repubblica si terrà a Lugo, mi auguro che in questa occasione verranno esposte le bandiere. Il Tricolore ci ricorda il lungo percorso verso l'unità e la Costituzione della Repubblica. In occasione del 70° anniversario della Costituzione, ricordo l'esempio dell'Assemblea costituente, il desiderio di pacificazione. Siate custodi di questi valori che sono cresciuti per dare pace e prosperità, rendete forti questi valori per costruire il futuro".

Ha concluso la cerimonia la lectio magistralis del pofessor Valerio Onida, già ospite della città di Compagnoni nel 2008, in occasione del 60° anniversario della Costituzione. "Dopo 10 anni torno a Lugo in occasione della festa del Tricolore che ci ricorda un valore, la comunità è la simbologia del Tricolore, l'Italia della Costituzione repubblicana, dalla quale non si può prescindere. Nata dai rappresentanti del popolo, l'Assemblea costituente. Arduo compito perchè l'Italia del 1946 era appena uscita dalla guerra in cui l'Italia era entrata dalla parte sbagliata. In questa Italia semidistrutta c'erano dei protagonisti, i partiti antifascisti, molto diversi tra di loro, ma uniti nella necessità del terreno comune della Costituzione. Il 2 giugno 1946 fu eletta l'Assemblea costituente e tenuto il referendum: 51% repubblica, 43% monarchia, 6% schede bianche, Italia divisa, al nord repubblicana, al sud monarchica. La prima cosa che dovette fare l'Assemblea era eleggere un Capo dello Stato provvisorio. Scelse un avvocato napoletano, filo-monarchico, un simbolo, perchè voleva che la Repubblica fosse di tutti gli italiani. L'85% dell'Assemblea votò la Costituzione. Doveva essere una Costituzione antifascista, che ne rappresentasse il definitivo superamento. Un regime che aveva soppresso le libertà civili e tutte le rappresentanze elettive. Il 17 novembre 1938 varò le infami leggi razziali. Il fascismo è stato il regime che ha portato gli italiani nella guerra dalla parte sbagliata. Era illibertà, autoritarismo, nazionalismo e razzismo. Questo è stato storicamente il fascismo. La Costituzione era agli antipodi, segna la fine di quella era fascista. L'unità costituzionale è stata trovata anche nell'idea che si dovesse creare uno Stato nuovo, di tutto il popolo, che consentisse la giustizia sociale, per costruire una società più giusta. Una Costituzione che pone degli obiettivi, dei traguardi, una Costituzione programmatica. E infine la Costituzione ha voluto seguire l'idea che non c'è più uno Stato dotato di sovranità assoluta, ma c'è una fragilità umana. La nostra Costituzione è nata da un grande fatto globale – ha detto Giuseppe Dossetti - una ragione assoluta e universale, la seconda guerra mondiale, per cercare un connotato comune, moderato ed equilibrato. Occorre tornare a recuperare un senso alto della politica, alla luce del "patriottismo costituzionale". Noi dobbiamo coltivare il patriottismo costituzionale di cui il Tricolore è il simbolo".













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