Sabato, Aprile 29, 2017
   
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Il CalendEsercito 2017 presentato a Modena

di Carmelo Abisso

Nell'aula magna dell'Accademia militare di Modena è stato presentato il 12 dicembre il CalendEsercito 2017. Presenti il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il prefetto Maria Patrizia Paba, il generale Giuseppe Valotto, già capo di stato maggiore dell'Esercito, il questore Paolo Fassari, i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, colonnelli Giovanni Balboni e Pasquale Russo, sono intervenuti il comandante dell'istituto, generale di divisione Salvatore Camporeale e il professore Rodolfo Cecchi, emerito dell'università di Modena e Reggio Emilia, decano dei docenti in Accademia militare e cadetto ad honorem.

Il generale Camporeale ha illustrato il CalendEsercito 2017 partendo dalla nascita della pubblicazione. Il calendario militare ha origine nel 1850 e tradizionalmente veniva donato dai soldati quale strenna di buon augurio. Nel 1910 iniziano a realizzarlo i reggimenti e così è stato sino a quando un capo di stato maggiore dell'Esercito, qualche anno fa, dispose di realizzarne solo uno a livello centrale: il CalendEsercito così com'è oggi. In particolare, i Calendesercito dal 2015 al 2018 sono dedicati al Centenario della Prima Guerra Mondiale e quello del 2017, nello specifico, dal titolo "Innovazioni della Grande Guerra", nasce dalla volontà di comunicare le novità rivoluzionarie che, nate nel periodo bellico o a ridosso di esso, hanno poi prodotto degli effetti sulla nostra vita di tutti i giorni.

Le 12 innovazioni selezionate, una per ciascun mese dell'anno, come ad esempio il debutto della foto aerea, i maglifici domestici e la chirurgia ricostruttiva, sono solo alcune delle tantissime scoperte o invenzioni avvenute nei primi del novecento. Il percorso seguito nel calendario, racconta l'innovazione, le motivazioni che ne sono alla base e l'impiego che ne è stato fatto nel periodo bellico, utilizzando immagini d'epoca. Il paginone centrale non è dedicato ad un'innovazione tecnologica in senso stretto, ma ad un'innovazione che si può definire "sociale": l'emancipazione femminile che nel periodo della Grande Guerra ha trovato un importante momento catalizzatore.

La componente umana ed i rapporti fra gli uomini continuano poi ad essere gli altri due elementi che, caratterizzando l'essenza dell'Esercito, qualificano, anche quest'anno, il calendario. "La foto del Capo di SME con il bersagliere a Herat, in Afghanistan – ha detto il generale Camporeale – è la sintesi di come l'Esercito si approccia ai suoi uomini". Il Calendesercito è stato realizzato anche in lingua inglese per la divulgazione da parte delle rappresentanze diplomatiche e dei contingenti all'estero.

Il professor Cecchi ha svolto un intervento dal titolo "La Grande Guerra fra progresso scientifico e innovazioni". La seconda rivoluzione industriale, che inizia nel 1870, è pilotata dall'energia, idrocarburi e carbon fossile. Molta la povertà tra la popolazione, nascono le prime casse rurali. Si consolidano gli stati come Germania, Giappone e Stati Uniti. Nella società c'è già il fiuto di una crisi che si avvicina, il timore di rottura di un equilibrio.

Nelle arti nascono il cubismo, il futurismo in letteratura con Marinetti: "La guerra è l'igiene del mondo". Nelle scienze la teoria di Faraday e l'interpretazione del calore di Maxwell. La chimica si sviluppa in Germania. L'italiano Vincenzo Tiberio, ricercatore e ufficiale medico, scopre il potere chemiotattico e battericida di alcuni estratti di muffe, precorrendo di trentacinque anni la scoperta della penicillina da parte Alexander Fleming.

Nascono le trasmissioni radio, “Segnali attraverso il nulla”, le equazioni di James Clerk Maxwell deducono l'esistenza delle onde elettromagnetiche e la velocità della luce a 300.000 km/s. Nel 1901 Guglielmo Marconi manda il segnale S dall'Inghilterra al Canada, 3400 km e nel 1917 realizza la prima stazione radio.

La 1^ Guerra Mondiale è caratterizzata dallo sviluppo tecnologico delle artiglierie. Vengono mobilitati i più grandi matematici italiani tra i quali Vito Volterra, che organizza il settore dei dirigibilisti e Mauro Picone. Chiamato al fronte col grado di sottotenente di artiglieria, Picone venne incaricato di calcolare le tavole di tiro per l'utilizzo delle artiglierie pesanti in montagna. Prima di allora, per mancanza di mezzi di trasporto adeguati, queste erano state utilizzate solo in pianura e le uniche tavole di tiro disponibili, quelle per pianura, erano del tutto inadeguate al nuovo ambiente e causavano seri problemi di inefficacia e di fuoco amico. Picone riuscì a risolvere brillantemente il problema grazie ad una rigorosa modellizzazione matematica ed all'applicazione di tecniche di analisi numerica. Per questi meriti nel 1917 fu promosso capitano d'artiglieria e nel 1918 gli fu conferita la croce di guerra.





 

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